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L’isola di Aitutaki

Isola di Aitutaki: già solo il nome evoca il lontanissimo Oceano Pacifico: un’isola chiamata così dove potrebbe – infatti – trovarsi, se non esattamente dall’altra parte del mondo rispetto all’Italia?E proprio in quell’Oceano che regala arcipelaghi di straordinaria bellezza come le Hawaii, la Polinesia Francese e le Cook Islands, di cui fa parte – appunto – Aitutaki?

Il primo europeo a metterci piede fu probabilmente l’esploratore spagnolo Alvaro de Mendana, nel 1595. Fu poi la volta – quasi due secoli più tardi – del capitano James Cook (cui si deve il nome dell’intero arcipelago: le Cook Islands). Ma furono approdi veloci, e per così dire, di poca importanza.

Molto più importante fu invece l’arrivo, nel 1789, di un altro capitano: William Bligh, del Bounty (la nave che fu scenario nel 1788 di un ammutinamento reso famoso – quasi due secoli dopo – da un film americano in cui il capitano era interpretato da un magistrale Marlon Brando). Il capitano Bligh approdò sull’isola di Aitutaki l’11 aprile del 1789. Vi ritornò una seconda volta qualche anno dopo, nel 1792.

Da allora ad oggi, l’isola non è che sia cambiata più di tanto. Un paradiso era a fine Settecento, un paradiso continua ad essere nei primi decenni del Duemila.

La piccolissima isola di Aitutaki è abitata da quasi duemila persone. Che credono di essere discendenti diretti del guerriero Ru, il leggendario “viaggiatore” polinesiano che prese un tronco gigantesco, vi ricavò una canoa, vi issò una vela e viaggiò per tutti gli oceani, portandosi dietro – sempre – la sorella Hina, sua inseparabile compagna di esplorazioni. Una storia, questa, che affonda le radici nella notte dei tempi. E quindi, nel Mito. Ru si fermò, alla fine dei suoi viaggi, proprio qui, sull’isola di Aitutaki, assieme a ben quattro mogli.

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